E' il lontano 1970 quando Michele Bergaglio, novese e Giancarlo Cavazzi, piacentino si incontrano a bordo di quella che era considerata la più lussuosa nave da crociera, la m/s Victoria denominata la "Regina dei Caraibi".

Nasce così una profonda amicizia consolidata nel tempo. Dopo alcuni anni di valide esperienze sulle più belle navi del mondo ed in alberghi e ristoranti di prestigio, a Michele viene affidata dalla famiglia Bergaglio la direzione del Ristorante Castello di San Gaudenzio; la carriera di Giancarlo, dopo l'esperienza sulle navi, lo porta dapprima a gestire in proprio diversi ristoranti fino a fondare la Scuola alberghiera di cucina di Piacenza.

Ora li ritroviamo ancora insieme per una sfida che entrambi, in qualità di direttore e di "Chef de Cuisine" hanno accolto con entusiasmo per dare un'impronta professionalmente più spiccata ai già suggestivi ambienti del Castello di Cervesina.

E l'obiettivo è di fornire un servizio curato, ineccepibile ed adeguato al luogo, anche al cliente di passaggio, alle imprese della zona che avranno un locale di prestigio per pranzi e cene di lavoro, anche veloci, se necessario, ma dalla qualità indiscutibile.

Rispondendo alla domanda "cosa bolle in pentola"?, Giancarlo Cavazzi ci sforna in sequenza piatti invidiabili, come Culatello con pere al vino rosso - Terrina di fagiano su letto d'insalatina dell'orto - Tortino di carciofi con fonduta - Spuma di gamberi al coulis di pomodoro crudo.

Citiamo alcuni piatti rigorosamente fatti in casa: i tortelli fatti a mano dalla forma della caramella - i pisarei e fasö - le tagliatelle - i tagliolini - le lasagnette - gli agnolotti fatti con stracotto di manzo - tutti con sughi che variano a seconda della stagione, senza trascurare i risotti, anch'essi di vari tipi.

Tra i piatti di pesce, per esempio, propone i filetti di branzino ai carciofi in crêpes di patate e l'orata alle olive taggiasche.

Per le carni si può spaziare all'infinito, ma Giancarlo suggerisce lo stinco di vitello al burro di timo cotto al cartoccio, il tournedos alla castellana - le costolette d'agnello alle bacche di ginepro ed il germano reale in salsa di Apicio.

Non mancano le splendide formaggette e robiole di capra e pecora anche langaroli e succulenti dolci al cucchiaio e torte e dolcetti, tutti provenienti dalla pasticceria del Castello.

Forte della consapevolezza che di quanto l'arte in cucina non sia soltanto una fantasia, Cavazzi, apporta ad ogni piatto il contributo personale, quel tocco di cui solo l'esperienza può essere garante preoccupandosi anche del "vestito" di ogni sua pietanza, dopo l'accurata confezione, anche la presentazione ha la sua importanza.

Una sorpresa continua anche per gli affezionati clienti che hanno già potuto apprezzare le novità del Castello di San Gaudenzio.

 

A lato l'ingresso del Castello di San Gaudenzio;

Sopra: il cuoco Giancarlo Cavazzi e il direttore Michele Bergaglio.

OLTRE N° 60

Alcune immagini delle sale del Ristorante Castello di San Gaudenzio;

A sinistra  il cuoco Giancarlo Cavazzi.

Estratto da "OLTRE" n° 60 di Novembre-Dicembre 1999